11 octubre 2017

Questo il Momento Migliore della Storia della PharmaMar // Estámos Trabajando Para Ser Incluidos en el Índice " Nasdaq Biotech " // Tenemos la intención de Crear Nuestra Propia Red de Ventas en los EE.UU .

"PharmaMar está en el Mejor Momento de su Historia" .

Maria Cristina Scanavini, Country manager di PharmaMarIntervista con Maria Cristina Scanavini (nella foto), Country Manager di PharmaMar, sulla Strategia dell’Azienda Spagnola a Livello Internazionale e le Prospettive per i Prossimi Cinque Anni .

Libero Quotidiano de Italia // 11 Octubre 2017 .

Quali sono i punti forti di PharmaMar?

«Dal 2007 la ‘trabectedina’ è sul mercato ed è disponibile in circa 80 paesi come terapia per il sarcoma dei tessuti molli e il carcinoma ovarico platino sensibile. E’ una pietra miliare per noi, anche perché è stata la prima volta che un medicinale spagnolo è stato approvato in Europa e per la prima volta nel mondo è stato autorizzato un farmaco antitumorale di origine marina. Abbiamo più di 30 anni di esperienza in biomedicina marina e siamo la prima azienda a svolgere tutte le diverse fasi di sviluppo di un farmaco con queste caratteristiche fino alla commercializzazione. Grazie al nostro ‘know how’ e ad una solida e consolidata esperienza, oggi siamo un riferimento mondiale nel nostro settore».


Oggi PharmaMar è un'azienda globale

«L'internazionalizzazione dell'azienda è costante dalla sua nascita nel 1986. Siamo incentrati sull’oncologia e la sede è a Madrid ma fin dall'inizio abbiamo capito che l'accesso alla conoscenza in tutto il mondo è fondamentale, per stabilire sia collaborazioni scientifiche sia commerciali, che portano a una crescita solida e sostenibile. Oggi siamo leader mondiali nella scoperta e nello sviluppo di nuovi farmaci antitumorali di origine marina. Abbiamo 5 partner internazionali che hanno permesso al nostro primo prodotto, la trabectedina, di essere autorizzato in 80 paesi, inclusi i 3 più importanti mercati oncologici: Europa, Stati Uniti d'America e Giappone. Il processo di espansione oltre le nostre frontiere è iniziato nel 1999 con l'apertura di un ufficio negli Stati Uniti. Tra il 2012 e oggi, l'idea di internazionalizzazione è diventata più forte con l’apertura di uffici in Italia, Germania, Svizzera, Francia, Regno Unito, Belgio e Austria».

Quali sfide affronta la società nei prossimi 5 anni?

«Trabectedina continuerà a crescere nelle vendite in Europa, negli Stati Uniti e in Giappone. Dobbiamo tener conto che siamo ancora nei primi anni di vendite per il sarcoma fuori dal nostro continente. In aggiunta, alla fine del 2017 ci aspettiamo una risposta dalla Commissione europea alla nostra richiesta di autorizzazione di ‘plitidepsina’, per il trattamento del mieloma multiplo, con l’obiettivo di iniziare la commercializzazione nel 2018. Sempre alla fine del 2017, conosceremo i dati sulla sperimentazione clinica fatta con il composto ‘PM1183’ per il carcinoma ovarico platino resistente. Allo stesso tempo, stiamo continuando a studiare l'attività antitumorale di PM1183 in altri tipi di tumori, (polmone a piccole cellule, mammella con mutazione BRCA 2 ed endometrio). Per il 2019 prevediamo l’arrivo sul mercato di PM1183 per il carcinoma ovarico platino resistente e i risultati preliminari dello studio di fase III nel cancro del polmone. Nei prossimi 5 anni (2018-2022), in PharmaMar, stiamo lavorando con l’obiettivo di portare sul mercato tre molecole (trabectedina, plitidepsina, PM1183) per quattro o cinque diverse indicazioni».

Tutto sta procedendo secondo il programma?

«Sì. Per quanto riguarda le sperimentazioni cliniche, siamo in linea con il programma e speriamo che i risultati siano positivi per poter presentare le richieste di autorizzazione alla commercializzazione alle rispettive agenzie regolatorie. In più, c’è l’intenzione di creare la nostra rete di vendita negli USA e stiamo lavorando per esser inseriti nella Nasdaq Biotech Index».

Imagen relacionadaIn termini economici, qual è la situazione di PharmaMar?

«Il risultato del 2016 è stato molto positivo. Dal punto di vista gestionale è stato uno dei migliori nella storia dell’azienda. 

Lo scorso dicembre, inoltre, abbiamo firmato con ‘Chugai Pharma’ un accordo per la commercializzazione di PM1183 in Giappone, per il quale abbiamo ricevuto un pagamento complessivo di 130 M €, al quale saranno aggiunte le royalty commerciali. Tutto ciò ha permesso, insieme al resto delle entrate, di affrontare tutti i progetti di sviluppo senza difficoltà finanziarie. 

Nel primo periodo del 2017 abbiamo registrato un aumento del fatturato totale pari all’8 per cento rispetto all’anno precedente. Inoltre nel 2016 sono stati destinati 78 milioni di € in Ricerca e Sviluppo, con un aumento del 30 per cento rispetto al 2015, permettendo uno studio ancora più approfondito di PM1183, la terza e la più promettente molecola di PharmaMar nella lotta contro vari tipi di cancro». (FABRIZIA MASELLI)

PharmaMar Will Resent Final Data on Lurbinectedin During the 18th World Lung Conference . Yokohama (Japan ) .

Resultados Finales de la Fase Ib del Zepsyre en Combinación con Doxorubicin para el Tratamiento de Cáncer de Pulmón de Celulas Pequeñas ( SCLC ) ... unos Resultados que Propiciaron que dicha Combinación Iniciara " Directamente la Fase III " a Mediados del 2016 .



10 octubre 2017

Luis Mora ( Director General de PharmaMar ) . CHUGAI ( Filial de ROCHE ) Hace casi un año Puso en Valor al Zepsyre al Firmar un Acuerdo tan solo para Japón por un posible Monto de 100 Millones .

Resultado de imagen de luis mora pharmamar*.- Estamos a la espera de saber la decisión de la EMA con Respecto a la posible comercialización de Aplidin ... Tambien sabremos en el corto plazo resultados de fase III Ovario con Zepsyre asi como el inció de Fase III con Zepsyre en Mama y Endometrio ... Entendemos que a medida se vayan consolidando estos proyectos , el Valor de la Acción lo refleje .

*.- Analistas tanto Nacionales ( La Caixa , BBVA ... ) como Extranjeros ( Stiffel , Edison , Rx Securities ... ) nos dan un Potencial de Revalorización muy Importante .

*.- La Fase III para Pulmón de celulas pequeñas ( SCLC ) es una indicación para la que no hay muchas Alternativas en el mercado ... el último producto para dicha indicación se aprobó hace más de 15 años . Los Oncologos lo estan valorando muiy positivamente ...  el ensayo va a buen ritmo y los Plazos siguen siendo los marcados .

*.- Nuestro Pipeline va Increscendo con la incorporación de un Quinto Farmaco ... el PM14 .

*.- El objetivo de Medio plazo es el de tener TRES Farmacos para CINCO Indicaciones en el Mercado Oncologico .

*.- Zepsyre ya es considerado por varios Analistas como BlockBuster ( Farmaco capaz de generar los 1000 Millones anuales en Ventas ) .

Resultado de imagen de luis mora pharmamar*.- Pronto se cumplira un año del Acuedo Alcanzado con Chugai ( Filial de ROCHE ) para la Comercialización del Zepsyre en Japón por un Importe de 30 Millones más otros 70 Millones en Variables . Serían 100 Millones tan solo para Japón que representa el 10 % del Mercado Oncolojico Mundial ... si extrapolamos ese 10 % por Japón y lo pasamos al 100 % Global nos da un importe de 1000 Millones ... por lo que la Filial de ROCHE pone en Valor al Zepsyre .

Titular de Prensa ( 23-12-2016 ) : ROCHE Invierte en el Nuevo Fármaco ( Zepsyre )  de PharmaMar y lo Valora en 1.000 Millones .

*.- Una vez pase la incertidumbre politica creada en España que esta creando la fuga de fondos extranjeros e inversores particulares ... el valor de la Acción debería encaminarse a los valores anunciados por los analistas .

*.- Si los Resultados con Zepsyre son positivos crearemos una Red de Ventas en EEUU por lo que nuestra presencia Internacional sería aún Mayor .

*.- Con las Ventas directas en Europa , los ingresos por Licencias y Royalties más la posición de la Caja actual ... tenemos recursos suficientes para llevar a cabo " TODOS " los desarrollos sin una Ampliación de Capital .

*.- La Salida Al Nasdaq sigue en nuestra Hoja de Ruta . El hecho de que en breve tengamos la resolución de la EMA respecto a Aplidin asi como Resultados del Zepsyre en Ovario serían dos noticias muy importantes que junto a la Recuperación que vive el sector Nasdaq-Biotech pues ... lo dicho que sigue en nuestra hoja de ruta .



*.- "Nuestro objetivo es facilitar el acceso a los pacientes que lo necesiten a tratamientos innovadores" .

*.- "Los planes de la empresa son sólidos con un pipeline que continúa avanzando" .

*.- Con el posible OK del Zepsyre en la Indicación de Pulmón ( SCLC ) se podría empezar a dar Dividendos .

*.- Somos una de las empresas que más Invertimos en I+D ... en 2016 fueron 79,8 los millones invertidos en I+D .

*.- Con Aplidin tambien se llegó a un Acuerdo en 2014 con CHUGAI ( Filial de ROCHE ) para algunos paises Europeos y el monto fue importante ... a tener en cuenta que se han abierto las posiblidades de poder demostrar que Aplidin podría ser incluso mejor en Triples y Cuadriples combinaciones dado su buen perfil de seguridad .

*.- Las posibles ventas que pueda conseguir Aplidin " no podemos darlas " ... pero existen analistas que si lo han hecho y que pueden consultarse .


09 octubre 2017

PharmaMar continua con la Confianza del Consenso de Analistas ... los cuales le Otorgan un Precio Objetivo de 4,84 euros .

Resultado de imagen de consenso del mercadoConsenso 9 de Octubre 2017 : 

Confianza junto al abismo .

Consensodelmercado.com utiliza para la elaboración del consenso de analistas las valoraciones de las casas de análisis de  :

JP Morgan, BNP Paribas, Fortis, Santander, BBVA, La Caixa, Bankia, Ahorro Corporación, Analistas Financieros Internacionales, Banesto, Bankinter, Banco Sabadell, Banca March, Mirabaud, Venture, Self Bank, Renta 4 y Link Securities.

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08 octubre 2017

Alcohol Provoca 250.000 Muertes por Cáncer de Hígado al Año .

Estas Bebidas causan la mitad de los Fallecidos por este Tumor en Europa central y oriental .

JAVIER SALAS // 6 OCT 2017 .

La relación entre consumo de alcohol y el desarrollo de cáncer es cada vez más evidente para la ciencia, pero no tan conocida entre la población. Entre otras cosas, por los esfuerzos de la industria por confundir a los consumidores. De entre todos los tipos de cáncer, el de hígado es de los que más se asocian con estas bebidas. Y, siendo de los más mortíferos, resulta ser un tipo de tumor que podría causar muchas menos penurias si se actuara debidamente para prevenirlo.

Un exhaustivo análisis del alcance del cáncer de hígado en todo el mundo muestra que en un solo año, 2015, se llevó por delante la vida de 810.000 personas (de 854.000 casos). De estas muertes, en torno al 30% tenían como detonante el consumo de alcohol, según un estudio que publica JAMA Oncology. Esto es, casi 250.000 muertes en los 195 países estudiados, de las que más de 200.000 serían hombres. Aquí es donde el alcohol demuestra ser un factor cultural de mortalidad: el 53% de las muertes por cáncer de hígado de Europa del Este son por culpa de la bebida, el 46% en Europa Central y el 32% en Europa Occidental (más de 15.000 personas).

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06 octubre 2017

Zepsyre . Dr. Forster Discusses the ATLANTIS Study in Small-Cell Lung Cancer .

Resultado de imagen de martin foster pharmamarP.J. : Este Mismo Mes se Presentaran en Japón los Resultados Finales de la Fase Ib que Propiciaron el Pase Directo a la Fase III del Zepsyre Combinado con Doxorubicin para el Tratamiento de Cáncer de Pulmón de Celulas Pequeñas . 

Decir que la Fase III se esta llevando a cabo desde Julio del 2016  en 146 Hospitales repartidos por todo el Mundo . 

 Como sera Zepsyre que no ha tenido ningún inconveniente para iniciar la Fase III en todos los Hospitales Citados  ... incluidos 28 Hospitales de EEUU .

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Martin Forster, MD // Published Online: Wednesday, Oct 04, 2017
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Martin Forster, MD, medical oncologist, University College London Hospitals, discusses the ATLANTIS study in small-cell lung cancer (SCLC).

The ongoing ATLANTIS trial is investigating lurbinectedin (PM01183) plus doxorubicin versus cyclophosphamide, doxorubicin and vincristine or topotecan in patients with SCLC.

Initial responses have been seen with lurbinectedin as a single agent in patients with platinum-sensitive patients.

Zepsyre . El Oncólogo Luis Paz-Ares Destaca como posible Tratamiento del Cáncer de Pulmón de Celulas Pequeñas y como el Hospital 12 de Octubre esta Coordinando la Fase III de dicho Farmaco .

Cada año se diagnostican en el mundo dos millones de casos de un tumor casi siempre rodeado de fatalidad, pero para el que han surgido nuevas opciones terapéuticas .

Luis Paz Ares, jefe del servicio de Oncología del Hospital 12 de Octubre, posa para ABC en uno de los pasillos del centro
«Los enfermos de cáncer de pulmón ahora viven más y mejor» .  

NURIA RAMÍREZ DE CASTRO // Madrid // 04/10/2017 .

El oncólogo Luis Paz-Ares (Villagarcía de Arosa, 1962) dedicó una buena parte de su vida profesional a tratar a hombres con cáncer de testículo, «una enfermedad de personas jóvenes que casi siempre se curan». Ahora trabaja con la otra cara de la moneda. Su nombre es un referente en el tratamiento y la investigación del cáncer de pulmón, un tumor que en España deja más mortalidad que el de colon, mama y próstata juntos. Su lucha contra esta enfermedad la dirige desde el Hospital 12 de Octubre de Madrid y el Centro Nacional de Investigaciones Oncológicas (CNIO), donde está al frente de la unidad de investigación clínica.

—Si el tabaco desapareciera, ¿convertiríamos el cáncer de pulmón en una enfermedad casi rara?

—No tanto. El 85-90% de los casos están relacionados con el humo del tabaco. Eso significa que aún habría unos 5.000 casos al año. No es una cifra desdeñable.

—La mayoría de los tumores de pulmón se diagnostican en una etapa avanzada, cuando es más difícil su tratamiento. ¿Hacer un TAC anual a fumadores podría ser la fórmula para detectarlos precozmente?

—Aún no hay datos robustos para generar programas de prevención de ese tipo. En un estudio con más de 50.000 pacientes se vio una reducción de la mortalidad; lo negativo es que muchas de las lesiones sospechosas que aparecen en los escáneres son benignas. Eso supone un aumento de pruebas y de estrés para el paciente. Creo que sería muy razonable abrir dos o tres estudios pilotos en España con personas de alto riesgo que hayan fumado mucho. Así se formarían equipos expertos y dentro de pocos años se podría extender al resto del país.

—Quizá antes surja una prueba más sencilla que nos permita detectarlo. ¿Confía en que llegue pronto?

—Sí, lo ideal sería tener biomarcadores para el cáncer de pulmón para detectarlo con un simple análisis. Hay muchos grupos investigando en este sentido. Nuestro grupo también ha identificado varios, pero aún no tenemos datos suficientes para pensar que en poco tiempo -me refiero a un año- podamos utilizarlos.

—Si un oncólogo que hubiera estado retirado los últimos diez años volviera se encontraría cambios radicales. ¿Cómo ha cambiado el tratamiento?

—Hemos mejorado mucho los tratamientos con quimioterapias que ahora son menos tóxicas y más efectivas. Hemos conocido las alteraciones moleculares que subyacen en al cáncer de pulmón, sabemos cuáles son importantes y cuáles pueden ser utilizables como dianas terapéuticas. Y empezamos a ver resultados con los primeros fármacos de inmunoterapia, que potencian el sistema natural de defensas del organismo para atacar al tumor. Todavía no podemos decir que haya un profundo cambio en la tasa de curación de la enfermedad avanzada pero los pacientes viven más y mejor y vemos oportunidades de cronificar la enfermedad en un subgrupo de pacientes, al menos.

—Clásicamente, el cáncer de pulmón se ha dividido en microcítico y no microcítico. ¿Esta división se ha quedado obsoleta ?

—Más que obsoleta es insuficiente. Para tener una buena identificación de un individuo no solo le pides el nombre, también el primero y segundo apellidos. Si además tienes su DNI, tendrás una buena clasificación. Esto es lo que nos pasa con los tumores. Si sabemos cuales son las alteraciones moleculares, posiblemente seremos capaces de guiar de una manera más eficiente y personalizada el tratamiento para cada individuo.

—¿La quimioterapia aún sigue siendo la columna vertebral del tratamiento?

—Sí, la utilizamos en pacientes que no tienen anomalías moleculares susceptibles de una intervención específica y también en enfermos que sí la tienen cuando fracasan los tratamientos. Pese a la aparición de nuevas estrategias terapéuticas, la quimioterapia sigue siendo un arma válida y están apareciendo novedades.

—¿Como cuáles?

—Una de ellas es la lurbinectedina para el cáncer de pulmón microcítico. Aunque el término quimioterapia para este medicamento es quizá muy vulgar. Este fármaco actúa regulando la transcripción de algunos genes. Hemos tenido muy pocos cambios en los últimos 20 años en el tratamiento de este tipo de tumor y ahora han aparecido resultados prometedores en el campo de la quimioterapia. Tiene eficacia como agente único o en combinación con otros medicamentos.
 En estos momentos, hay en curso un estudio internacional en fase III ( Atlantis ) con este fármaco. El 12 de octubre coordina el estudio en el que van a participar 600 enfermos. Los estudios previos han sido bastante prometedores con tasas de respuesta del 30 al 45 por ciento. El medicamento tiene un perfil de seguridad bastante favorable y buena tolerancia que permite combinarlo con otros agentes. Sabemos que es particularmente efectivo en algunos tipos

—¿Podría ser una buena combinación con inmunoterapia?

—Ahora mismo no sabemos cuál es la eficacia en combinación con inmunoterapia, pero estamos a punto de presentar los primeros estudios.

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—Pese a los avances, ¿el enfermo sigue asumiendo el diagnóstico de cáncer de pulmón como una tragedia?

—Lo más importante es que el enfermo entienda que tenemos una buena noticia y es que sabemos cuál es sus enfermedad. Sabemos sus nombres, sus apellidos y sabremos tratarla. El problema es tener una enfermedad y no saber qué es. Hoy podemos diagnosticarla con precisión y nos va a ayudar mucho de tratarla de la manera optima y tener mejores resultados. Sería poco realista decir que somos capaces de tratar a todos los pacientes. Lo que sí podemos decir es que los resultados no tienen nada que ver con los de hace unos años. Cuando el enfermo se enfrenta al diagnóstico debe entener que la primera meta es tener un diagnóstico preciso, la segunda meta es que lo tolere bien y ver que está respondiendo. Después que no de je de responder. Debemos hablar con los pacientes de forma sisncera, siendo respetuosos con la voluntad de información que quiera.

05 octubre 2017

Médicos interinos piden a Feijóo que reclame la Agencia Europea del Medicamento para Galicia .

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Creen que Barcelona ha sido ya descartada por la inestabilidad política y apuestan por Santiago, A Coruña o Vigo como aspirantes ...






P.J. : Si la pusieran en Vigo ... PharmaMar podría ir andando desde su sede a Consultar y Presentar Dossiers ...

EMA . El 17 de Octubre habran Conversaciones sobre la posible Nueva Sede ... Barcelona en tela de juicio tras la celebración del Turbulento Reférendum y la Inestabilidad politica creada .

Financial Times - 4 HOURS AGO by Andrew Jack .


Resultado de imagen de ema sedeEMA’s painful departure .

EU is acting rapidly and decisively on the future of the flagship agency .

There are only two certainties for the future of the European Medicines Agency: that it will move out of London after Brexit, and that the UK will have no voice in deciding where it goes. Everything else is open to question — and is causing growing concern.

As the countdown towards March 2019 advances, the UK continues to send mixed messages about what relationship it wants with the EU and the timetable for implementation. But Brussels is acting rapidly and decisively on the future of the flagship agency soon to be stranded outside its borders.

Under current plans, the other 27 EU states will hold discussions on October 17 to select a new location for the EMA, ahead of a vote on November 20. Despite British ministers’ hopes that the agency will remain in the UK, it is inconceivable for the EU that such an important regulator, employing some 900 specialists, is located outside the bloc.

The economic significance of the EMA prize is demonstrated by the appetite from countries seeking to be its host: 19 submitted bids ahead of the deadline at the end of last month, some backed by significant investment in slick websites and videos.

Criteria for host cities include accessibility, availability of schools, access to the labour market, healthcare for spouses and children, business continuity, geographical spread, and the assurance that the agency will be operational by the time the UK leaves the EU.

According to the commission, the submissions “provide varying levels of information about the different criteria and specific issues”. Some fall short in providing sufficient information or assurances; others face difficulties over poor transport links or political instability, not least Barcelona since last weekend’s turbulent referendum in Catalonia.

...

“Un tumor cambia con el tiempo, es como un ser vivo, busca sobrevivir” .

JOAN SEOANE / DIRECTOR DE MEDICINA TRASLACIONAL DEL VALL D’HEBRON INSTITUTE OF ONCOLOGY .

Joan Seoane, director de Investigación Traslacional del Instituto de Investigación Vall d’Hebron, en Esmo2017El investigador habla sobre los motivos que hacen difícil combatir el cáncer y el peligro de que los nuevos fármacos sean insostenibles para el sistema sanitario .

DANIEL MEDIAVILLA / 5 OCT 2017 .

Cuenta Joan Seoane que muchos de los sistemas que utiliza el cáncer para conquistar el cuerpo están presentes en los mecanismos necesarios para que un embrión se convierta en un ser humano completo. “Tiene que haber una proliferación celular masiva [como la que muestran las células tumorales], angiogénesis (formación de vasos sanguíneos) [como la que utiliza el cáncer para garantizarse los recursos para crecer desde los vasos sanguíneos] y, además, el embrión tiene proteínas del padre y tiene que evitar que el sistema inmune de la madre lo ataque como a un cuerpo extraño igual que lo que pasa en el tumor". El cáncer utiliza habilidades que sirvieron al embrión para crecer y formarse, y además es tremendamente diverso y cambiante. Por eso, pese a todo el conocimiento acumulado durante las últimas décadas, en ocasiones el avance médico para acabar con sus múltiples versiones es más lento de lo que nos gustaría.

Seoane es Profesor ICREA especialista en tumores cerebrales y director de Medicina Traslacional del Vall d’Hebron Institute of Oncology (VHIO) de Barcelona. Recientemente participó en el congreso que celebró en Madrid la Sociedad Europea de Oncología Médica (ESMO) y compartió alguna de sus ideas para combatir a este enemigo de mil caras que, además, cambia de aspecto cuando se le ataca.

Para empezar, después de reconocer las dificultades para tratar esta enfermedad, señala los avances que han permitido enfrentarse con algunas garantías a un mal del que hace 40 años se ignoraba casi todo. “Ahora, gracias a la ciencia y la experimentación, sabemos que el cáncer no es una enfermedad sino centenares. Podemos saber qué tiene exactamente cada paciente y después de poner nombres y apellidos a un tumor concreto, empezar a tratarlo con medicina personalizada”, asegura.

Pregunta. Mucha gente no entiende por qué es tan difícil tratar el cáncer pese al enorme esfuerzo que dedican científicos y médicos de todo el mundo.

Respuesta. Cuando me hacen esta pregunta, intento aproximarles al concepto de la complejidad. Cuando hablamos de cáncer, estamos hablando de centenares de enfermedades. Pero es que, además, cada tumor es diferente y el conjunto de mutaciones del tumor de cada paciente es único.

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Alfonso Ortín. Director de Comunicación de PharmaMar : Del automóvil a los fármacos: las diferencias de lenguaje y sus retos .

Link : CerebroBoca, un Evento de la Asociación Española de Comunicación Científica y La Casa Encendida .






    ‘La solución para generar cultura en torno a la innovación pasará, sin duda, por la comunicación’



    Mesothelioma Malignant Pleural . Swiss Group for Clinical Cancer Research ha iniciado la Fase II con Zepsyre .

    Lurbinectedin Monotherapy in Patients With Progressive Malignant Pleural Mesothelioma. A Multicenter, Single-arm Phase II Trial .
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    Organization name : Swiss Group for Clinical Cancer Research .

    Organization study ID :  SAKK 17/16 .

    ClinicalTrials Identifier : NCT03213301 .

    Updated : 2017_10_01 .

    ...

    Yondelis es uno de los Productos más usados contra el Sarcoma, especialmente en los Subtipos más Frecuentes. Se sigue investigando y Aprendiendo cada día más de Yondelis y Seguramente la Combinación de Yondelis con algún otro Producto nos pueda dar más Capacidad para Combatir esta Patología.

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    Ricardo Cubedo / Oncólogo Hº Puerta de Hierro de Madrid, miembro del Grupo Español de Investigación en Sarcomas (GEIS) .



    E.S. Corada.

    «El tratamiento del sarcoma varía mucho según el área geográfica»

    -Según algunos datos, uno de cada cuatro pacientes afectados por este tipo de cáncer recibe tratamiento para otra patología, y hasta el 40% de los diagnósticos son erróneos. ¿Cuál es la dificultad?

    -La dificultad es intrínseca. La palabra erróneo está mal empleada e induce a la confusión de que hay error médico y lo que pasa es que hay más de 150 variedades de sarcoma (alguna extraordinariamente parecidas entre sí) y son infrecuentes, de manera que el patólogo muchas veces no se encuentra con algunas de ellas en toda su vida profesional, otras una cada pocos años, con lo cual es extremadamente difícil distinguir entre cosas infrecuentes y que se parecen muchísimo entre ellas. Ocasionalmente siempre puede haber un cambio de diagnóstico, pero esto muchas veces no tiene impacto sobre el tratamiento porque hay muchos tipos de sarcomas que se tratan igual. Además, al principio los síntomas son muy imprecisos y su diagnóstico es insospechable.

    -La especialización es vital, hasta el punto de que si no se hace bien la biopsia se puede diseminar el tumor...

    -Sí, y se puede complicar mucho la cirugía. Es una enfermedad en la que todos los eslabones del tratamiento y el diagnóstico son importantes: el patólogo, el radiólogo, el oncólogo, el cirujano, el radioterapeuta, y no sólo todos tienen que tener experiencia, sino que tienen que estar coordinados, que es lo más importante. Porque si no se sientan en una mesa a discutir al paciente eso da lugar a actuaciones que no son las correctas. Y, desde luego, el patólogo tiene que ser experto. Lo ideal es que la biopsia sea realizada por el mismo cirujano experto que haga la cirugía, pero tampoco podemos pedir imposibles porque esa biopsia muchas veces se hace antes de que nadie jamás haya sospechado que puede ser un sarcoma.

    -Pero el diagnóstico no se tiene hasta que no se ha hecho la biopsia y ya se ha cometido el error... ¿eso no se puede solucionar?

    -La solución sería resignarse a que va a haber cierto número de primeros procedimientos incorrectos porque no hay otra manera de hacerlo y que, una vez haya diagnóstico, el paciente sea derivado a un centro experto en sarcomas lo antes posible. Tampoco todos los sarcomas que se biopsian se diseminan automáticamente. Eso es una cosa excepcional. Es verdad que, a veces podría haberse hecho de otra forma, en otro ángulo o con aguja cerrada, pero hay situaciones en las que, aun siendo experto en sarcomas no sabría dar solución a eso. Pero cada tumor tiene una forma correcta de hacer la biopsia, no es tan sencillo. Países en los cuales los sarcomas se tratan espléndidamente (como los nórdicos o Italia o algunas zonas de EE UU) existe el mismo problema: retraso en el diagnóstico y primeras maniobras que no son las ideales. Y eso depende de la naturaleza de la enfermedad que es muy variada, muy rara y tiene un índice de sospecha muy bajo. Y por eso es muy difícil.

    -¿Cómo es el tratamiento del sarcoma en España?

    -Disparejo. Varía mucho según el área geográfica, y ése es seguramente el reto más grande que tenemos ahora mismo. Hay zonas en las que sí que hay centros muy expertos (Madrid, Cataluña y alguno de Andalucía), y hay otras que no.

    -Hace poco más de dos meses se han nombrado cinco centros de referencia en España, ¿cuál es su importancia?

    -En el momento cero es alta, porque por primera vez los administradores sanitarios han prestado atención al problema y se han preocupado de establecer unos criterios que distinguían a los centros más expertos de los que no lo son. Y, aunque hay centros muy expertos que no están en esa lista, por lo menos todos los que sí están tienen una garantía. Problemas que hay con esto: uno, si no va seguido de que la misma Administración sea ágil para permitir al paciente llegar a esos centros no vale de mucho. Y dos: si esa acreditación está mantenida en el tiempo y simplemente porque alguien esté en una lista lo va a seguir estando durante 8 años aunque su calidad haya caído, o al revés, alguien que haya mejorado no pueda entrar en ella. Pero como primer paso es un avance grande. Lo principal es que a los pacientes se les pusieran todas las facilidades para acceder a esos centros.

    -¿Se derivaban, antes del nombramiento, estos casos a los hospitales especializados en sarcoma en ciudades, como Madrid, donde los hay?

    -No. Es difícil porque la administración sanitaria que publica esa lista es el Ministerio de Sanidad, pero las que luego tienen que ponérselo fácil al paciente son las consejerías de Sanidad de las autonomías y no están necesariamente coordinadas.

    -¿Qué criterios hay que cumplir para obtener este reconocimiento?

    -Atender un cierto número de casos al año y, sobre todo, acreditar que se cuenta con un equipo estable y organizado para ver a esos pacientes: que no les atienden cada vez un traumatólogo, que el patólogo no rota según el día de la semana y que esos profesionales se reúnen periódicamente para evaluarlos. Y de eso se levanta un acta y todo eso es trazable. Ésas son las condiciones fundamentales.

    -¿Cinco son suficientes?

    -No. Para empezar está bien y también hay centros que no están acreditados y que son muy buenos, pero probablemente haría falta promocionar que estuvieran repartidas geográficamente. Porque tampoco se puede obligar a viajar a los pacientes continuamente. O tener una urgencia y estar a 450 km de tu centro de excelencia.

    -Yondelis fue una de las pocas incorporaciones al arsenal terapéutico para el sarcoma en los últimos tiempos...

    -Yondelis es uno de los productos más usados contra el sarcoma, especialmente en los subtipos más frecuentes. Se sigue investigando y aprendiendo cada día más de Yondelis y seguramente la combinación de Yondelis con algún otro producto nos pueda dar más capacidad para combatir esta patología.

    -¿Hay alguna investigación en marcha de empresas españolas en esta línea?

    -Pocas, porque todas son multinacionales y la mayoría son extranjeras... sólo hay una española, PharmaMar, que desde el principio han investigado mucho en sarcoma y su producto estrella es operativo en esta patología y lo sigue siendo.

    04 octubre 2017

    PharmaMar Major Shareholders .


    Aplidin Ha Sido Presentada en Suiza para su Posible Aprobación para Tratar Myeloma Múltiple .

    Pharma Mar : PharmaMar submits the Marketing Authorisation Application for Aplidin® in Switzerland .

    Resultado de imagen de pharmamar *.- Pharma Mar S.A. submitted the Marketing Authorisation Application in the European Union at the end of 2016 .

    *.- The regulatory process for oncological products in Switzerland is independent from the European Medicines Agency (EMEA) .

    Madrid, October 4th, 2017.


    PharmaMar (PHM:MSE) announces submission of the Marketing Authorisation Application to the Swiss Agency for Therapeutic Products (Swissmedic) for Aplidin® for the treatment of patients with multiple myeloma.

    The regulatory process for an oncological drug in Switzerland is independent from that of the European Medicines Agency´s process (EMEA), to which PharmaMar submitted the corresponding application at the end of 2016.

    Aplidin® was designated orphan drug status by Swissmedic, the European Commission and also the Food and Drug Administration (FDA). In the European Union, this status is granted for the compounds that are investigated for the treatment of illnesses that affect 5 per 10,000 inhabitants or less. This gives the sponsor a series of incentives, among which are included the possibility of a priority evaluation by Swissmedic, the regulatory authority in Switzerland.

    The submission of this application represents a milestone for PharmaMar. "We have obtained positive results with this molecule in the pivotal phase III study and we believe that Aplidin® could be a novel therapeutic alternative for patients with multiple myeloma that live in Switzerland", says Luis Mora, Managing Director at the Oncology Business Unit at PharmaMar.



    Resultado de imagen de aplidin chugai

    PharmaMar will participate at the 17th European Large & MidCap Event to be held in Paris .

    PharmaMar estará presente en la 17ª edición de la European Large &MidCap event que se celebra en Paris .

    *.-On October 4th and 5th, PharmaMar will meet with European investors to increase awareness of the Company and to explain in detail present and future projects.

    *.-This 17th annual event will host 400 international investors with 140 listed companies .


    02 octubre 2017

    Un test permite genotipar tumores en pacientes con cáncer avanzado .

    LAURA MARTIN SAN JUAN .

    2 octubre 2017 .

    La ciencia nos sorprende cada día con técnicas novedosas, seguras, más fiables y exactas, y hoy la revolución llega para los pacientes con cáncer, la biopsia líquida. Una novedosa prueba de diagnóstico, más rápida y mínimamente invasiva, que va a revolucionar la medicina en los próximos años.

    El test utiliza un método patentado de secuenciación digital que permite alcanzar una especificidad analítica del 99,99%, eliminando la práctica totalidad de los falsos positivos. La prueba está indicada en pacientes con tumores sólidos en estadios avanzados (III, IV).

    En oncología, la biopsia líquida es una técnica basada en el análisis de ADN libre liberado por las células tumorales (cfDNA) en la sangre del paciente. Es muy útil en aquellos pacientes a los que no es posible realizar una biopsia del tumor en el momento del diagnóstico o en los que no se dispone de suficiente tejido tumoral para la realización del análisis genético.

    A través del análisis se puede determinar cómo está el tumor, el pronóstico y ayudar a elegir la terapia más efectiva. Además, permite analizar ADN libre de células tumorales en la sangre del paciente para la detección de mutaciones puntuales en 73 genes.

    Los cambios genéticos que ocurren en el desarrollo tumoral pueden estar asociados con la evolución de la enfermedad o con la resistencia frente al tratamiento que se esté aplicando al paciente.

    Según el doctor Rafael Rosell, Director del Programa “Biología del Cáncer y Medicina de Precisión”, del Instituto Catalán de Oncololía, “Las nuevas tecnologías que incluyen la biopsia líquida para la detección del cáncer, ofrecen a los pacientes otro método para obtener información genómica donde no hay tejido para biopsiar o cuando el tumor ha progresado y el tratamiento existente ya no es efectivo, situación donde es de vital importancia conocer rápidamente la razón de la resistencia”.

    Hasta ahora, para conocer cómo evoluciona un cáncer había que extraer una muestra del tejido tumoral y analizarlo. Un procedimiento invasivo para el paciente, ya que había que realizar una punción, una incisión, o cirugía, y no siempre el resultado era fiable. Esta biopsia soluciona todo.

    “Gracias a la biopsia líquida se podrán detectar las mutaciones tumorales con una tecnología muy compleja pero partiendo de una sencilla extracción de sangre, lo que evita al paciente los trastornos y complicaciones asociados a los métodos de biopsia “tradicionales”.

    SYNLAB de la mano de Guardant Health, ofrece Guardant360, el test de biopsia líquida que pretende revolucionar el diagnóstico en pacientes con cáncer .

    01 octubre 2017

    Alcohol es un factor que aumenta las probabilidades de sufrir un Cáncer, esencialmente en el Aparato Digestivo, pero también en las Mamas.

    La industria del alcohol confunde al público sobre el riesgo de cáncer .

    Resultado de imagen de alcoholUn estudio la compara con las tabacaleras por "negar y distorsionar" ese vínculo probado .

    Javier Salas 1 Octubre 2017 .

    Las evidencias científicas son claras: el alcohol es un factor que aumenta las probabilidades de sufrir un cáncer, esencialmente en el aparato digestivo, pero también en las mamas. Pese a ello, existe un desconocimiento preocupante entre la población de este riesgo asociado a las bebidas alcohólicas. Y es en este punto en el que la industria está desempeñando un papel criticable, según un estudio, en el que se denuncia que con "negación, distorsión y distracción" están tratando de confundir a la ciudadanía, ocultando que beber alcohol implica mayor riesgo de sufrir enfermedades tumorales incluso a niveles moderados de consumo.

    "La industria mundial del alcohol está actualmente difundiendo activamente información errónea sobre el alcohol y el riesgo de cáncer", denuncia el estudio, que firman científicos de instituciones tan prestigiosas como el Instituto Karolinska y la Escuela de Higiene y Medicina Tropical de Londres. Los investigadores han encontrado una pauta muy clara de estratagemas que se repiten en los argumentarios de la industria en todos los puntos del planeta para manipular a la opinión pública.

    Para empezar, en la mayoría de los casos, se limitan a negar u omitir por completo la relación entre el alcohol y las enfermedades tumorales, o asegurando que no hay riesgo con un consumo moderado. "La evidencia científica sugiere que tales enunciados son engañosos", defiende el estudio, "debido a que el aumento del riesgo de algunos cánceres comunes, como el cáncer de mama, esofágico, laríngeo, de boca y garganta y el cáncer del tracto aerodigestivo superior, comienza con bajos niveles de consumo, aunque es baja en esos niveles".

    ...

    30 septiembre 2017

    ESTEVE Empiecen ya el ensayo clínico que puede salvar a mi hijo, por favor. #CuraParaHunter .

    LINK : ESTEVE nos dice que hasta que no concluya un próximo ensayo de la Terapia Génica del Síndrome de Sanfilippo no comenzarán con el del Síndrome Hunter (EGT-301).

    El de Sanfilippo aún no ha comenzado y durará aproximadamente 3 o 4 años. Por lo que si el ensayo del Síndrome de Hunter no empieza hasta que finalice este, quizás sea demasiado tarde para salvar las vidas de nuestros hijos. No podemos esperar tanto.


    Mi hijo Ángel tiene 6 años y, al igual que otros 45 niños en España, padece el Síndrome de Hunter, también llamado “el Alzheimer infantil”. Es una enfermedad neurodegenerativa y mortal. Cuando se manifiesta de forma temprana, como en su caso, la esperanza de vida es de unos 12 o 15 años.
    A Ángel se la diagnosticaron cuando tenía 3 años. Y desde entonces no hemos dejado de buscar una solución. Por fin parece que existe una, una terapia génica que revierte la enfermedad y que podría curar a estos niños. Fue desarrollada por la Investigadora Fátima Bosch y su equipo en el Centro de Biotecnología Animal y Terapia Génica de la Universidad Autónoma de Barcelona.
    Pero hay un problema: la compañía farmacéutica ESTEVE, que es la que posee la patente para esa terapia, no tiene previsto el comienzo de su ensayo clínico. Que no haya una fecha establecida supone que el inicio podría retrasarse hasta incluso 3 o 4 años.
    Los niños con el Síndrome de Hunter comienzan su desarrollo como cualquier otro niño. En muchos casos aprenden a gatear, dan sus primeros pasos, pronuncian sus primeras palabras… pero de repente algo falla y empiezan a perder esas capacidades.Retroceden gradualmente en su desarrollo físico y cognitivo. Si nada lo impide, ese deterioro terminará con sus vidas cuando sean adolescentes.
    El tratamiento génico que podría curarles es una única dosis intraventricular. Consiste en introducirles un gen que reemplazaría al que les está impidiendo desarrollar una enzima.
    ...

    Change.org : Va por Vosotros , Pequeños Guerreros . Post by Celtia .

    Mensaje de Nieves Casado 

    LINK : La Comisión de Sanidad del Congreso ha aprobado por UNANIMIDAD la Proposición No de Ley relativa al cáncer infantil por la que iniciamos esta petición.

    Son una mezcla de muchos sentimientos. Estoy emocionaday orgullosa de lo que se ha conseguido, pero a la vez siento tristeza, porque han tenido que morir muchos de nuestros hijos para que se pusieran la mano en el corazón.

    También quiero deciros que aunque haya sido la cabeza visible con la lucha de mi hija Lucia contra el DIPG, quiero que sepáis que hay muchos más papás y mamás que también han perdido a sus hijos o que están actualmente en lucha contra el cáncer, y que permanecen en la sombra, pero que cada uno de ellos han estado al pie del cañón.

    Gracias a familiares, amigos y conocidos, que nos ayudáis de una forma incondicional y totalmente altruista. A todos los que nos habéis apoyado firmando la petición en Change.org y a los que de un modo u otro habéis aportado vuestro granito de arena. Hemos sido un gran equipo y juntos hemos hecho esto posible. ¡Muchas gracias!

    Nuestros políticos han dejado de lado sus diferencias porque en cosas tan serias como la salud de nuestros hijos no hay que escatimar recursos. Tenemos que darles una mejor calidad de vida y para eso hace falta invertir más en investigación y mejorar su asistencia sanitaria a nivel nacional. Nuestros políticos nos lo deben.

    Invertir en investigación es invertir en futuro. Un futuro mejor para todos. Porque un país que no investiga es un país que no prospera.

    Sabemos que es solo un paso en un largo caminar. Pero hoy el horizonte se atisba más esperanzador para todos los pequeños que están sufriendo los envites del cáncer.

    Aunque la tristeza aún está muy enraizada en nuestro corazón por la pérdida de nuestra hija Lucía, nos sentimos alegres porque de este gran paso se podrán beneficiar todos los que vengan detrás.

    Esta victoria va por vosotros, pequeños guerreros.

    29 septiembre 2017

    Sylentis . iRNA Drug Development .

    Pharma Mar Clavó su Figura Bajista ¿Hay que Pensar en Entrar? .

    Publicado el 28 de septiembre de 2017 por Invertir y Especular .

    Disculpad pero es a petición popular lo de esta acción hoy ya que esta semana hemos comentado su pésimo comportamiento con su inversor pero desde el lado estético técnico hay que reconocer que es una preciosidad. Desde luego pensamos lo mismo de la empresa en esta empresa hay que asumir que se va a estar pillado casi siempre menos de vez en cuando hasta que un día suba al cielo como un cohete definitivamente, pero claro, hay tanta gente esperando ese día que da la impresión que van a vender la empresa antes para que no toque a tantos a repartir.

    No sería la primera vez que toda la inversión en investigación+desarrollo+innovación se la coma todos sus inversores a fondo perdido por tiempo indefinido y luego cuando llegue la hora del reparto del beneficio la empresa haga triquiñuelas para apropiarse del esfuerzo de los inversores tratándolos de dejar fuera con movidas corporativas solo aptas para gestores expertos y no pezqueñines o trileros de monedero.

    En fin por el lado fundamental siempre dudo de los grandes horizontes , retos, beneficios, victorias, posición de mercado que anuncian los ejecutivos porque a las pruebas me remito cojan ustedes declaraciones de sus directivos anoten fecha e inserten en el gráfico, todo muy bien, muy bueno, muy bonito pero los inversores en su mayoría pierden dinero.Luego como ha publicado alguna página ven los sueldos de los directivos y tampoco cuadra tan magnas nóminas para tan escaso rédito bursátil.

    Por el lado técnico lo dicho .. de película para nosotros además si no esta semana la próxima está madura para comprar y si estuviésemos cortos los cerraríamos por éxito en la operación.


     Análisis “anti-trol” del 25 de agosto, tenemos que hacerlo así para que no nos digan que como Calixto somos muy listos con el gráfico visto, o a toro pasado todos somos Manolete.





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    Pharma mar se esnafra ordenadamente Publicado el 27 de septiembre de 2017 por Invertir y Especular .

    Hay que tildar fundamentalmente a Pharma mar de algo es de “sinvergüenza” con sus sufridos inversores, no creo que merezca otro calificativo por la nefasta reiteración del comportamiento del precio y luego oír hablar a su cúpula directiva de sus excelencias y futuro dorado pero que a los inversores no llega. Que investigación y desarrollo, que si inversiones en esto o en lo otro pero los frutos no llegan, o no han madurado tras tanto tiempo esperándolo o se lo están llevando otros claro. No seria la primera empresa que gana dinero su empresario y directivos y este nunca llega al inversor bursátil. 

    Técnicamente sin en cambio su comportamiento es ordenado y el orden es patrimonio de series alcistas desde luego, las series bajistas y deterioradas no tienen orden. Pharma mar parece que quiere cumplir objetivo figura y de camino confirmar la polaridad en la antigua resistencia de los 3.2 euros para convertirla en soporte y volverse al alza de nuevo para hacer la típica pauta pullback.

     Por el momento esa es la única duda que tenemos técnica de si bajará o no a 3.2 euros. Fundamentalmente ninguna sigue siendo lo que ha venido siendo en los últimos años la eterna promesa que no se cumple.

    BCN congrega a inversores en biotecnología nacionales e internacionales .

    Resultado de imagen de barcelonaEntre los inversores se encuentran las españolas Ysios Capital, Caixa Capital Risc, Inveready, o Mondragón Corporación. Entre las internacionales están Edmond de Rothschild, Merck Ventures, Omix Health y Sofinnova

    Analizan participar en proyectos protagonizados por una treintena de firmas del ramo .

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    Imagen relacionadaEl hallazgo puede explicar la baja incidencia de muchos tipos de cáncer en pacientes con párkinson .

    R.S. Madrid .

    Una investigación muestra que el fármaco para la enfermedad de Parkinson carbidopa exhibe efectos anticancerígenos significativos tanto en líneas celulares humanas como en ratones cuando se administra a niveles normales de dosificación para los pacientes, informa Europa Press.

    Este descubrimiento, que se publica en ‘Biochemical Journal’, puede explicar la baja incidencia de muchos tipos de cáncer (con la excepción del melanoma) en pacientes con Parkinson y podría llevar a la reutilización de carbidopa como medicamento antitumoral.

    «Carbidopa es un fármaco aprobado por la FDA --Agencia Americana del Medicamento-- para el tratamiento de la enfermedad de Parkinson. Por lo tanto, se pueden realizar de inmediato ensayos clínicos para evaluar su eficacia en los seres humanos como un fármaco contra el cáncer», explica el autor principal del estudio, Yangzom Bhutia, de ‘Texas Tech University Health Sciences Center’, en Estados Unidos.

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    28 septiembre 2017

    CNMV .

    Colmenar Viejo (Madrid), a 28 de septiembre de 2017.

    De conformidad con lo previsto en el artículo 228 del texto refundido de la Ley de Mercado de Valores, por la presente se procede a comunicar el siguiente HECHO RELEVANTE:

    Pharma Mar, S.A. informa que en el día de hoy, de conformidad con lo dispuesto en el apartado 5 de la Norma Segunda de la Circular 1/2017, de 26 de abril, de la Comisión Nacional del Mercado de Valores, sobre los contratos de liquidez a los efectos de su aceptación como práctica de mercado, ha procedido a equilibrar los saldos de las cuentas asociadas al contrato de liquidez suscrito con MEDIACIÓN BURSÁTIL, SOCIEDAD DE VALORES, S.A., que fue objeto de comunicación al mercado mediante hecho relevante de fecha 10 de Julio de 2017 (con número de  registro 254.397).

    En este sentido, se ha procedido a retirar 112.836 acciones de la cuenta de valores, y se ha aportado la cantidad de 500.000 euros a la cuenta de efectivo asociada al referido contrato de liquidez.

    Tras las citadas operaciones, los saldos de las cuentas de valores y efectivo asociadas al  referido contrato de liquidez, son de 431.130 acciones y 1.418.418 euros al cierre del día de hoy.

    Esta información se facilita en cumplimiento de lo previsto en el apartado 2.e) de la Norma
    Cuarta de la Circular 1/2017, de 26 de abril, de la Comisión Nacional del Mercado de Valores,
    sobre los contratos de liquidez a los efectos de su aceptación como práctica de mercado.

    27 septiembre 2017

    Reierten la esclerosis múltiple avanzada en ratones .

    Sept 27,2017.


    La Esclerosis Múltiple (EM) es una enfermedad autoinmune, esto es, en la que el sistema inmunitario ataca por error al propio organismo, destruyendo en el caso de la esclerosis múltiple, la capa de mielina que rodea y protege las neuronas. Se trata de una enfermedad para la que no existe cura y que padecen alrededor de 2,3 millones de personas en todo el mundo.

    Ahora, una nueva investigación podría cambiar este panorama diametralmente, ya que un equipo de investigadores de la Universidad de Florida en Gainesville (EE. UU.) ha conseguido, mediante una inmunoterapia genética, prevenir y revertir la esclerosis múltiple en un grupo de roedores. La intención era desarrollar una estrategia genética que proporcionase protección a largo plazo para la mielina.

    Su enfoque consistió en utilizar un vector de virus adeno-asociado (muy similar al de los resfriados) y manipularlo para que entregase la proteína MOG -glucoproteína oligodendrocitaria de la mielina- a las células hepáticas de ratones con esclerosis múltiple. Esto provocó la actividad de las células T reguladoras específicas de MOG, que suprime la actividad destructiva de las células T efectoras autorreactivas, que son las que reaccionan frente al propio organismo y ponen en marcha la respuesta inmune.

    Los expertos revelaron cómo esta nueva técnica les permitió apuntar y suprimir las células inmunes destructivas que, como hemos visto, juegan un papel clave en el desarrollo de la esclerosis múltiple. Esta terapia redujo los síntomas clínicos de la enfermedad y al combinarla con un fármaco inmunosupresor, también produjo la remisión completa de la enfermedad en ratones con esclerosis múltiple en fase terminal.


    Así, al probar la técnica de terapia génica en modelos de ratones con alto riesgo de esclerosis múltiple, esta evitaba que los roedores desarrollaran síntomas clínicos de la enfermedad durante el transcurso de 7 meses e invirtió una serie de síntomas en ratones que ya habían desarrollado EM, incluyendo problemas neurológicos y parálisis de las patas traseras.

    Los investigadores señalan que su estrategia de inmunoterapia por sí sola no fue capaz de revertir la etapa tardía de esclerosis múltiple, pero al combinarla con una dosis corta de la medicación inmunosupresora rapamycin, llevó a la remisión completa en casi todos los ratones con enfermedad en etapa tardía. En concreto, invirtió la parálisis severa y evitó cualquier síntoma de EM durante 100 días.

    "Había pasado casi una década estudiando los mecanismos de tolerancia inmunológica inducida por la terapia génica, por lo que confiaba en que la inmunoterapia genética sería eficaz, especialmente para prevenir la enfermedad. Sin embargo. mi equipo y yo nos quedamos sorprendidos e impresionados por lo efectivo que fue revertir la enfermedad preexistente y restaurar la movilidad en ratones que estaban esencialmente paralizados", explica Brad Hoffman, líder del trabajo.

    ¿Sería válida para los seres humanos?

    Huelga decir que la seguridad y la eficacia de esta técnica necesitan ser evaluadas en ensayos con humanos, y también existen una serie de limitaciones importantes que hay que superar.

    "Aunque la inmunoterapia génica fue muy efectiva en ratones, es importante recordar que el modelo de los ratones de EM es menos complejo que el de la enfermedad humana", aclara Hoffman.

    A pesar de estos obstáculos, los científicos esperan que sus hallazgos allanarán el camino para una estrategia eficaz para prevenir y revertir la esclerosis múltiple en los seres humanos.

    MuyInteresante.com

    Preliminary lurbinectedin results ‘remarkable’ for relapsed SCLC .

    27-09-2017 | ­Lurbinectedin | ESMO 2017 | News .

    "El futuro de los laboratorios está en China: han cambiado y piden fármacos occidentales" .

    Alberto Vigario // El Economista 27-9-2017.

    Belén Garijo (Almansa, 1960) es la española que ocupa un cargo de mayor relevancia dentro de la industria farmacéutica internacional. Desde 2014 es la responsable mundial de la división más importante de la multinacional alemana Merck, con unas ventas anuales cercanas a los 7.000 millones de euros, el 45% del grupo farmacéutico.

    Acaban de lanzar dos nuevo fármacos. ¿Está viviendo Merck su mejor época en los últimos años?

    Sí, 2017 está siendo un año muy bueno para Merck. En el área de Healthcare hemos obtenido las aprobaciones en EEUU y Europa de Bavencio, la primera inmunoterapia autorizada para un tipo de cáncer cutáneo poco frecuente y agresivo, y también hemos obtenido la aprobación de Mavenclad en Europa, el primer tratamiento oral de corta duración para pacientes con esclerosis múltiple recurrente. Esperamos que los tratamientos puedan contribuir a mejorar la calidad de vida de muchos pacientes. En la esclerosis múltiple hay unos 47.000 pacientes en España que se podrían beneficiar con nuestro fármaco.

    ¿Ha cambiado la estrategia de la compañía en los últimos años?

    La compañía ha vivido una enorme transformación en los últimos años, sobre todo en su I+D. Ahora, nuestra investigación se centra en tres grandes áreas: oncología, inmuno-oncología e inmunología. La llegada de Bavencio y Mavenclad es un ejemplo de ello. La estrategia es focalizarse en un portfolio muy activo. Por ejemplo, decidimos desinvertir hace años en genéricos para poder avanzar en esta I+D. Y en los últimos años hemos hecho adquisiciones y desinversiones en estas tres áreas. Hemos sumado en este tiempo a Serono, Millipore, Sigma Aldrich y AZ Electronics Materials para ganar escala en todo el mundo.

    ...


    26 septiembre 2017

    Tratamiento de Sylentis puede ser Aplicado en Forma de Gotas Oculares lo que Podría Evitar el Tratamiento actual a base de Inyecciones oculares ... Con lo que se eliminarían las actuales Molestias , Dolores y el Alto Coste para los Sistemas Sanitarios .

    Resultado de imagen de gotas ocularesSylentis Presenta Nuevos Datos sobre su Tratamiento Tópico ( Gotas ) para Enfermedades de la Retina .

    MADRID, 26 Sep. (EUROPA PRESS) .

    La Farmacéutica Sylentis, perteneciente al Grupo PharmaMar , ha presentado por primera vez datos positivos sobre la eficacia de su compuesto SYL136001v10 como tratamiento tópico de enfermedades degenerativas de la retina que cursan procesos de neovascularización, durante un encuentro de la Sociedad Terapéutica de Oligonucleótidos (OTS, por sus siglas en inglés) celebrado en Burdeos (Francia).
    Entre estas enfermedades destacan la degeneración macular asociada a la edad (DMAE) y la retinopatía diabética, y según ha informado la compañía, los datos muestran que este tratamiento puede ser aplicado en forma de gotas oftalmológicas cambiando el paradigma del tratamiento de los pacientes con esta patología, ya que evitaría las inyecciones oculares.

    "Actualmente, los pacientes deben dirigirse al hospital donde los tratamientos se administran a través de inyecciones oculares, lo que resulta molesto y doloroso para el paciente, además de suponer una importante inversión económica para el sistema sanitario", ha asegurado la gerente de I+D de Sylentis, Covadonga Pañeda, autora principal de los estudios.

    La compañía ha identificado a la proteína NRARP (NOTCH-regulated Ankyrin Repeat Protein) como una potencial diana para el tratamiento de enfermedades angiogénicas de la retina, ya que es fundamental en el control de las señales que llevan a la formación de nuevos vasos sanguíneos.

    Los estudios de eficacia llevados a cabo han demostrado que la reducción de NRARP en la retina mediante un RNAi lleva a la regresión de las lesiones angiogénicas retinales y que las reducciones observadas en modelos animales son equivalentes a las observadas en respuesta al tratamiento con anti-VEGF, estándar de tratamiento actual para estas enfermedades que se basa en inyecciones oculares.


    Los Tratamientos Actuales son a base de Inyecciones en el Ojo :

    Resultado de imagen de inyeccion ocular




    IVO . La presión política deja en el precipicio al Instituto Valenciano de Oncología .

    30.000 enfermos de cáncer tendrán que ser reubicados tras la negativa de la consejera Montón a subsanar dudas jurídicas en el nuevo contrato con una fundación con 40 años de historia .

    25.09.2017 .

    El Instituto Valenciano de Oncología (IVO) cumplirá el año que viene 42 años de historia. Fundado en 1976 por el doctor Antonio Llombart Rodríguez (fallecido en 1997), el centro lleva casi desde su nacimiento prestando servicios concertados con la sanidad pública, primero con el Ministerio de Sanidad y después con la Generalitat, tras la trasferencia de competencias. Frente a la ciudadanía, la naturaleza jurídica de fundación sin ánimo de lucro y sus contratos sucesivos con la ‘conselleria’ han consolidado al IVO como un elemento más de la red sanitaria pública, especializado en el diagnóstico, estudio y tratamiento del cáncer. Cerca de 35.000 enfermos circulan por sus pasillos anualmente para recibir seguimiento y control de la evaluación de la enfermedad, y 4.500 nuevos recurren a sus servicios cada año, con más de 5.500 ingresos hospitalarios en 2016.

    El pasado 31 de diciembre venció el último de los contratos. La renovación del acuerdo con el departamento que desde los comicios autonómicos de 2015 dirige la socialista Carmen Montón se ha convertido en un polémico proceso que va camino no solamente de arrojar al IVO y sus más de 1.700 trabajadores al precipicio de la ruina económica, sino también de liquidar la carrera política de la consejera, cada vez más cuestionada en el seno del Gobierno valenciano por su capacidad para generar conflictos en su departamento.


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    Foto: Edificio Antonio Llombart del IVO en Valencia.

    El Cáncer es "Muy Complejo" y para Combatirlo se Necesita "Trabajar Juntos"

    El director de The Moross Integrated Cancer Center (MICC) del Instituto Weizmann de Israel, Moshe Oren, ha recordado, durante el simposio sobre 'Nuevas perspectivas en la investigación del cáncer', organizado por la Fundación Ramón Areces y el Centro Nacional de Investigaciones Oncológicas (CNIO), que el cáncer es "muy complejo" y para combatirlo se necesita "trabajar juntos".

    MADRID, 26 (EUROPA PRESS)

    Asimismo, Oren ha subrayado los cambios que ha experimentado este campo de investigación en los últimos 20 años y cómo la colaboración entre disciplinas dentro del propio campus del Instituto y también a nivel institucional con otros socios externos es algo "fundamental" para ganarle la batalla a los tumores.

    Asimismo, la directora del CNIO, Maria Blasco, ha resaltado el interés común de ambas instituciones por la investigación de excelencia, "aquella que es capaz de cambiar las cosas, y por la innovación, y ha informado de que quieren desarrollar aplicaciones que ayuden a diagnosticar, prevenir y tratar mejor el cáncer.

    Por su parte, el presidente del Consejo Científico de la Fundación Ramón Areces, Federico Mayor Zaragoza, ha recordado que en los últimos 10 años ha habido un cambio enorme en el panorama de la investigación en cáncer, sobre todo en la genética, pero también en el conocimiento de la personalización de la fisiopatología molecular. "Antes se hablaba de cáncer y ahora se habla de los pacientes de cáncer porque cada uno es distinto, la heterogeneidad es enorme", ha explicado Mayor Zaragoza.

    Finalmente, ha coincidido con Oren en el papel emergente de las nuevas tecnologías. "Todo ello nos lleva a un nuevo escenario en la búsqueda de tratamientos cada vez más eficaces. La tecnología digital tiene mucho que ver en el éxito de esos logros. Hoy podemos ver ese crecimiento en tiempo real y tener intercambios de experiencias y de resultados muy rápidamente, dentro de esa medicina de precisión, que permite este contacto directo entre el laboratorio y el paciente. Es un marco distinto y con posibilidades extraordinarias que hay que saber aprovechar", ha zanjado.

    Sylentis Presents New Data on a New Eye Drop siRNA For The Treatment of Retinal Diseases Avoiding Intraocular Injections .

    Resultado de imagen de sylentisSylentis presenta nuevos datos sobre su Farmaco SYL136001v10 para enfermedades de la retina ... Se trata de gotas oculares que podrían evitar las inyecciones oculares que se usan actualmente .

    This New Investigational Treatment, based on RNA interference, reaches the retina when administered in eye drops. This feature is expected to positively affect patients’ quality of life by eluding the use of current standard treatments administered by intraocular injections.


    Madrid, 25 September 2017.

    Resultado de imagen de sylentis
    Sylentis presents, for the first time, positive data on the efficacy of SYL136001v10, a siRNA (small interference RNA) for the treatment of neovascular diseases of the retina such as Age-Related Macular Degeneration (AMD) and Diabetic Retinopathy (DR). SYL136001v10 reaches the retina when administered topically, demonstrating that the siRNA may be applied in eye drops changing the treatment paradigm for patients suffering these diseases. “Currently, patients are treated in a hospital setting where they receive anti-VEGFs by intraocular injection. This procedure is not only painful and uncomfortable for the patient but also entails increasing financial commitments for our national health system”, notes Covadonga Pañeda, R&D Manager at Sylentis, and principal author of the studies.

    The data will be presented at the XIII Annual Meeting of the Oligonucleotide Therapeutics Society (OTS) taking place in Bourdeaux, France between the 24th and the 27th of September and where the latest advances in oligonucleotide therapeutics will be presented.

    Sylentis has identified NRARP (NOTCH-regulated Ankyrin Repeat Protein) as a potential target for the treatment of angiogenic diseases of the retina. NRARP is a key regulator of the molecular pathways leading to vessel formation; as such, the consequences of modulating the expression of this gene with RNAi has been studied in animal models of retinal neovascularization.

    The results of the efficacy studies have shown that reduction of NRARP in the retina using RNAi leads to regression of neovascular lesions and that the lesion reductions observed are equivalent to those observed in response to anti-VEGF treatment, current standard treatment administered by intraocular injection.